Mirella Piria: Pelliccia insta-ready!Vincitrice per la Premio dello storico Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti RMI nella Categoria Pellicceria e talento creativo già ammirato a TheOneMilano nell’area N1, la cagliaritana Mirella Piria ci ha raccontato la sua visione della moda e l’originale concept dietro ai capi in pelliccia della sua capsule collection

Feb 22, 2018
Posted in: , Designer , Nuovi talenti

Dove hai studiato e come è nato il progetto con la pelliccia?

Ho frequentato il corso di Fashion Design di tre anni dello IED di Milano che mi ha dato tutte le basi necessarie per poter intraprendere una carriera in questo settore. L’anno prevede un corso a numero chiuso, breve ma completo, di pellicceria. In seguito, ho avuto la fortuna sia di essere selezionata dallo IED per la realizzazione di una delle mie proposte di tesi, sia di arrivare in finale al concorso di Altaroma 2017 (per il quale ho disegnato 6 proposte di capi in pelliccia). Questo ha previsto una settimana di workshop, la sfilata di tutti i capi dei finalisti delle 5 categorie: abbigliamento, pellicceria, intimo, mare e accessori. Per la partecipazione io ho realizzato i cartamodelli su carta, ho realizzato i polsi, fondo e collo in lana a coste nel laboratorio dello IED e il mio professore Paolo Consonni mi ha supportato per la realizzazione delle pellicce. Quella di Roma è stata un’esperienza bellissima, ho conosciuto designer emergenti come me o già affermati e ho ricevuto svariate proposte di stage. Al termine della sfilata mi hanno proclamato vincitrice ex aequo assieme a Federica Polli per la sezione di pellicceria. Nel mio caso, sono stata premiata “per la lucidità nell’individuazione del cliente finale e la capacità di interpretare in chiave giovane la pelliccia”. Una bella soddisfazione.

Qual’è il concept della tua collezione?

Per la creazione dei capi in pelliccia ho tratto spunto dalla mia tesi di laurea intitolata: “Le Gianne”. Ho preso ispirazione da una leggenda sarda sulle fate/streghe chiamate “Janas”, rielaborando queste creature in versione contemporanea, partendo dallo stereotipo delle “più popolari della scuola”, sono arrivata a raccontare le ragazze di oggi – ossessionate dai social – che usano come mezzo di ostentazione della propria vita. Affronto questo tema in maniera molto ironica presentando un’immagine femminile esagerata da ‘insta-star’, con tanto di unghie e ciglia finte, ciocche di capelli biondi e lavorazioni come l’imbottitura per rappresentare labbra e seno.

Come descriveresti la tua visione estetica?

In questi anni di studio, il mio gusto si è inevitabilmente sviluppato, esplodendo poi nella mia tesi di fine anno che rappresenta davvero tutta me stessa. La mia visione si potrebbe definire come “il contrario di minimal”, con una tendenza a stratificare e aggiungere applicazioni e lavorazioni. Amo il contrasto che si può ottenere dal mix di materiali e colori diversi. I capi che ho realizzato per la sfilata propongono una femminilità eccentrica, volevo stupire e che rimanessero impressi. Ovviamente ogni lavorazione e outfit sono realizzabili anche in una versione più indossabile e commerciale.
Il mio target è quello di una donna giovane, ma molto dipende dal gusto estetico personale e dal carattere. In realtà non metto limiti all’età della mia acquirente ideale.

Nell’era del fast fashion e della produzione di massa, cosa significa per te unicità?

La ricerca dell’originalità è per me fondamentale. Non mi piace pensare che sto realizzando qualcosa che è già stato fatto. C’è sempre un’evoluzione e una via nuova da intraprendere. Io ricerco qualcosa di diverso, partendo da concetti ed elementi inusuali e cerco di “tradurli” nel capo.
Anche per quanto riguarda la mia tesi, ho impaginato il mio book di ricerca come fosse un blog. Lo shooting fotografico della mia collezione è partito dal concetto dei social network, quindi l’ho reso simile ad instagram utilizzando selfie e foto in pose da fashion blogger. Ho in seguito elaborato le immagini, aggiungendo hashtag, emoticon e filtri.

L’artigianalità gioca un ruolo importante nelle tue creazioni?

Certo, è fondamentale. I miei capi sono interamente realizzati a mano a partire dal cartamodello, dal taglio del tessuto fino alla confezione. Fortunatamente lo IED ti da le tutte le basi necessarie, anche se partivo praticamente da zero. In modellistica me la sono sempre cavata bene, ho imparato in fretta a cucire e credo che la precisione e attenzione al dettaglio mi abbiano dato un grande vantaggio. Inoltre mi amo molto il lavoro manuale, infatti nella mia prima collezione sono presenti numerose applicazioni e lavorazioni come l’imbottitura, che scaturiscono da un interessante corso di manipolazione del tessuto fatto allo IED.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai collaborazioni o impegni in vista?

Mi sono laureata il 13 dicembre scorso, già il 2 gennaio firmavo il mio primo contratto di lavoro con Marni, dove ho iniziato il giorno dopo all’Ufficio Stile.
All’edizione di febbraio della fiera di pellicceria e abbigliamento The One saranno in mostra i miei capi in uno stand tutto allestito a tema “Le Gianne”. Inoltre la vincita del concorso di Altaroma prevede anche uno stage di una settimana nel campo della pellicceria a Copenaghen che intraprenderò nel prossimo futuro.

Altre passioni oltre la moda?
Adoro viaggiare, conoscere nuove culture e cibi, sempre una grande fonte di ispirazione.

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