Ab[Screenwear] – RGB is the new blackCreato da Olya Petrova Jackson nel 2016, il brand punta a rinnovare la natura del contatto tra persone e tecnologia tramite dei capi d’abbigliamento che diventano il prolungamento dei nostri device, senza dimenticare un’eleganza fashion-tech portabilissima

Ago 30, 2017
Posted in: , Designer , Nuovi talenti
Olya Petrova Jackson
Olya Petrova Jackson

Nonostante i temi ambiziosi e le influenze concettuali che la fondatrice Olya Petrova Jackson incorpora nei suoi capi - come il suo originale sistema basato sui codici o l’influsso della teoria della singolarità di Kurzweil - i look sono straordinariamente chic e ready to wear.
La designer moscovita, che parla cinque lingue, ha studiato filologia greca bizantina e moderna all'Università Statale di Mosca di Lomonosov (la “Harvard” russa), passando poi alla Parsons di New York dove ha studiato fashion design. A seguire, una serie di stage da Derek Lam 10 Crosby, Oscar de la Renta, Maiyet e Ralph Lauren, dove nel 2013 vince la Creative Summer Competition, fruttandole un posto da designer presso la casa di moda americana.
L’anno scorso il grande salto con la sua Ab[Screenwear], frutto di esperienze e influenze, ma soprattutto anni di riflessioni sul rapporto tra l’individuo e la tecnologia di tutti i giorni. La linea di wearable-tech di base a New York ambisce a rappresentare l’unione tra i tradizionali materiali di lusso come pelle, shearling e cashmere - o come lei li definisce "il mondo sensuale e tattile” - e un materiale apparentemente freddo come il poliuretano diacronico olografico, proveniente da finiture per il vetro da architettura e trattato in diverse fasi prima di diventare flessibile e atto alla costruzione di indumenti.
Parte di essi - tasche, pannelli, guanti - diventano così touch screen e sensibili a tatto e luce, permettendo infatti di collegarsi e navigare su cellulare/pc attraverso i capi Ab[Screenwear], strategicamente costruiti come un’estensione della pelle: in fin dei conti, essi rappresentano una vera e propria interfaccia aptica, che permetterà potenzialmente all'utente di interagire con un device e di riceverne delle sensazioni tattili in risposta (retroazione o feedback), sfruttando così le proprie capacità manuali mantenendo il senso del tatto.

"L'arte e la tecnologia richiedono l'accesso - spiega la designer - è ciò che li rende un grande veicolo per il pensiero. Con la moda, se sei in sintonia e trovi la giusta lingua e il mezzo, puoi trasmettere molte informazioni e avviare conversazioni di ogni tipo. Penso ad Ab[Screenwear] come a un’interfaccia di nuova generazione, funzionale e reattiva come lo schermo del telefono o computer ma anche intima, personale, che in un futuro prossimo permetterà di mostrare contenuti a scelta direttamente dal proprio capo di abbigliamento”.

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