Quando il capospalla è creativoIl designer casertano propone uno stile effervescente in chiave pop che si sviluppa nei colori, nei ricami e negli accostamenti di materiali spesso sorprendenti

Giu 11, 2018
Posted in: , Designer
Luigi Veccia – già ricercato consulente per varie firme internazionali – lancia l'omonima collezione di prêt-à-porter donna nel 2008. I suoi capi, così colorati e allegramente concettuali, vengono immediatamente adorati e adottati dal mercato asiatico dove il brand è ampiamente distribuito. Oggi lo stilista casertano, presente nelle principali boutique di Corea, Giappone e Hong Kong, è pronto a conquistare anche i top retailer europei con un concept originale e una storia da raccontare. Come nasce il suo brand e quali sono le tappe più importanti? Tutto ha avuto inizio nel primo decennio del nuovo millennio, quando dopo 10 anni di consulenza per vari clienti, ho sentito forte il desiderio di intraprendere un mio percorso stilistico personale in quanto quello che creavo per altri non riusciva a esprimere appieno il mio senso della mia creatività. Tra gli eventi importanti che hanno segnato il mio brand, sicuramente l’edizione di Vogue Talents del 2011 dove fui selezionato da Sara Sozzani Maino, e a seguire l’anno dopo Altaroma con la prima edizione di ‘Room Service’ (micro atelier dedicati al made-to-order) grazie al supporto di Simonetta Gianfelici. Fondamentale anche il salone WHITE di Milano, dove grazie al patron Massimiliano Bizzi, mi sono fatto conoscere al grande pubblico e ai buyer internazionali, riscuotendo da subito consensi per gli accostamenti tra stampe iconiche, tessuti ‘armaturati’ e i jacquard. Negli ultimi anni parallelamente alle collezioni programmate per così dire “stagionali”, ho sviluppato delle capsule con dei noti fashion brand e il mio nome è citato in modo ufficiale senza rimanere dietro le quinte, come invece è solito che accada per il lavoro del consulente. Qual è il suo metodo di lavoro? La mia etica lavorativa si basa su un’incessante ricerca di quelli che possono essere gli elementi caratterizzanti sia per i brand per cui lavoro che per il mio marchio. Nel mio ufficio stile, lo staff ed io personalmente valutiamo giorno per giorno il work in progress delle collezioni in modo critico. Non ci fermiamo mai al primo risultato. Una buona definizione di questo processo creativo può essere “sedimentazione più trasformazione”. La mia selezione di tessuti, materiali e accessori avviene tramite una frenetica ricerca nelle fiere internazionale di settore. Attraverso la creazione di connessione tra elementi che potrebbero risultare a volte dissonanti avviene la creazione di un’armonia inedita, che è a mio avviso il punto di forza alla base delle collezioni Luigi Veccia. Come descriverebbe il suo stile come designer? Eclettico e cosmopolita, così mi definiscono. Le influenze mediterranee si mixano con estetiche anglosassoni ed esotiche. Il mio lavoro mi porta spesso in viaggio, dove non sono mai turista ma viaggiatore. E i miei giri per il mondo hanno sempre come fine ultimo una ricerca a 360 gradi. Quali materiali usa preferibilmente per i capispalla? In passato ho utilizzato visoni e volpi sia a pelle intera che in ritaglia, mentre negli ultimi anni ho scoperto le eco-pellicce luxury di lana e alpaca. Adoro eseguire intarsi che riprendano i temi a stampa fantasia delle mie collezioni. Qual è il capo delle sua collezione che più di tutti rappresenta il suo stile in questo momento? La pelliccia rigata multicolor realizzata con lana mohair, certamente un must della prossima stagione. Nel disegnare i miei capi, penso a una donna che si tiene costantemente aggiornata, multitasking e consapevole della propria femminilità. Com’è organizzato a livello produttivo e distributivo? Ha novità in vista? A livello produttivo le collezioni sono realizzati con le eccellenze del made in Italy, a livello distributivo collaboro con la fashion agency MPM con cui ci occupiamo della distribuzione worldwide. È inoltre in fase di ultimazione il nuovo quartiere generale di circa 2000 metri quadri, con uno studio e un archivio di cui vado molto fiero: negli ultimi 20 anni ho raccolto migliaia di riviste, libri di moda, campioni di tessuto e accessori che solo in questo nuovo spazio hanno finalmente trovato un ordine e un percorso tali da renderli fruibili sia ai miei clienti che alle prossime generazioni. Come vede l’evoluzione del concetto di luxury oggi? Oggi il lusso è un concetto leggermente diverso da quello del passato. Il senso di responsabilità verso il pianeta è uno dei più grossi lussi in questo momento storico, una consapevolezza che guida i consumatori nelle loro scelte. Assistiamo infatti a una spinta “green” che spingerà anche noi designer a decidere di lavorare sempre di più con materiali eco-compatibili o biodegradabili. Secondo me, in futuro il lusso sarà proposto e sviluppato da quei brand che sapranno esprimere il loro heritage, una storia da raccontare fatta di esperienza, persone e luoghi.
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