Pelliccia trompe-l’oeilDi scena lo scorso luglio a Palais Brongniart, Fendi Couture esplode il concetto di pelliccia e applica a materiali preziosi tecniche all’avanguardia, con incursioni nel movimento del Cubismo Orfico, nato nel 1910 in Francia e precursore del futurismo

Set 12, 2018
Silvia Venturini Fendi and Karl Lagerfeld
Silvia Venturini Fendi and Karl Lagerfeld
La collezione abbandona il nome Fendi Fourrure per diventare Fendi Couture: un modo, hanno spiegato Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi, per ribadire che la griffe è anche molto altro oltre alla pelliccia. Si alternano così in passerella silhouette statuarie e morbidezze fluttuanti, in tessuti raffinati come organza e chiffon sfrangiati che si trasformano in superfici trompe l'oeil, chevron gheronati che creano leggerissimi involucri in cashmere intarsiato, visone rasato e shearling, mentre l'ermellino si alterna con disinvoltura alle paillette e il cappottino più suggestivo è realizzato con minuscole strisce in visone rasato tagliate a mano e ricucite. Il giocoso “ci è o ci fa” pare essere una delle cifre stilistiche di questa collezione di Fendi, in cui i materiali e le lavorazioni prendono il sopravvento: materiali che si mescolano e si confondono, mosaici di pelliccia che si affiancano a tessuti impalpabili, il tulle abbinato al latex, piume e minuscole frange argentate che si sovrappongono in una vera e propria frenesia di preziosissimi dettagli. Le prime uscite sono di forte impatto, all'insegna di una palette arcobaleno, che nel corso della sfilata si addolciscono nelle nuance albicocca, lavanda e rosa sorbetto. Ricca di motivi geometrici e le astrazioni luminose direttamente influenzati da František Kupka e Robert Delaunay, la collezione sfoggia una meravigliosa inclinazione artistica – vista anche negli straordinari motivi circolari che ricoprono molti cappotti. Le preziose commistioni, mescolanze, contrapposizioni rendono difficile anche all’occhio esperto capire cosa è pelliccia e cosa no, ma davanti a tale illimitata poetica maestria nel trattare i materiali non è davvero importante. Con uno sguardo al passato e la porta sempre aperta all'innovazione.
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