La moda si raccontaLa storia di trent’anni del nostro Paese narrata attraverso l’epopea del Made in Italy: è questa la proposta della mostra inaugurata a Palazzo Reale durante la scorsa Milano Fashion Week e che si chiude in questi giorni. E’ un doveroso omaggio a un periodo formidabile nel quale una generazione di stilisti, industriali, designer, artisti, architetti e intellettuali ha definito l’immagine dell’Italia nel mondo e l’ha inserita nelle rotte della cultura internazionale

Apr 13, 2018
Posted in: , Eventi
Un immaginifico e rigoroso caleidoscopio creativo - in cui dialogano gli oggetti, gli stili e le atmosfere che definiscono la cultura italiana - e gli attori, protagonisti e comprimari, compongono questo affresco corale della moda italiana. Nelle stanze di Palazzo Reale a Milano il percorso espositivo non procede in maniera cronologica, ma si articola in una costellazione di temi (Identità, Democrazia, In forma di logo, Diorama, Project Room, Bazar, Post-produzione, Glocal, L’Italia degli oggetti), seguendo una lettura critica del periodo preso in considerazione. L’exhibition conta nove stanze e ospita una selezione di oggetti (moda, arte, design, fotografia ed editoria) rappresentativi degli snodi del percorso. Un viaggio che inizia dal servizio Unilook scattato nel 1971 da Oliviero Toscani per Vogue Uomo che è l’immagine simbolo della mostra, con un uomo e una donna vestiti con abiti uguali e capelli della stessa lunghezza e si conclude nell’esposizione dei prodotti diventati oggetti di culto nel consumismo della moda, una costellazione di icone che testimoniano il successo dei brand del Made in Italy nel mondo. Un successo alimentato dal connubio della moda con la fotografia, il design e l’arte e rappresentato nella mostra dalla ricca esposizione di magazine, fotografie, quadri, oggetti di design e libri dei più grandi fotografi e reporter: da Oliviero Toscani a Gianpaolo Barbieri, da Paolo Riversi a Giovanni Gastel oltre alle opere degli artisti Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti. La visione dei curatori della mostra Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi è quella di una moda italiana capace di interpretare e anticipare i segni del tempo e di rapportarsi con vari saperi e intelligenze ponendosi spesso al centro della scena mediatica. Ecco quindi che la data d’inizio, l’anno in cui in Italia nasce il Movimento di liberazione della donna, segna anche la nascita del prêt-à-porter, quando lo stilista Walter Albini fece sfilare per la prima volta a Milano la sua collezione; quella finale, l’anno dell’attentato alle Torri Gemelle, rappresenta una data spartiacque a livello globale, in un mondo già sconquassato dalle mutazioni geopolitiche degli anni Novanta. Le creazioni dei grandi stilisti e dei brand del made in Italy – da Albini ad Armani, da Ferrè a Versace, a Dolce e Gabbana, Valentino, Romeo Gigli, Laura Biagiotti, Moschino, Krizia ma anche Missoni, Gucci, Diesel, Costume National, Fiorucci e molti altri – sono protagoniste di un racconto che evidenzia l’impatto sociale e culturale della moda italiana. I ricavi della mostra saranno devoluti a CNMI Fashion Trust.
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